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Voci per il futuro: Gaza Writes Back è una raccolta di racconti pubblicata nel 2013, al quinto anniversario dell'operazione Piombo Fuso.

Gaza Writes Back: voci per il futuro

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Gaza Writes Back è una raccolta di racconti pubblicata nel 2013, in occasione del quinto anniversario dell’operazione Piombo Fuso. È un’antologia di ventitré storie, una per ogni giorno di quell’offensiva militare, raccontata da una nuova generazione di giovani autrici e autori palestinesi. Le loro storie, vibranti e intense, ci trasportano in un mondo di resilienza, dolore e speranza,  offrendo un’intima rappresentazione della vita sotto occupazione.


Sugli autori

A differenza di molte narrazioni sulla Palestina che privilegiano le voci degli anziani, “Gaza Writes Back” ci presenta la prospettiva di una generazione giovane, cresciuta all’ombra del conflitto. Questi autori, poco più che adolescenti, hanno vissuto sulla propria pelle le devastazioni della guerra e dell’assedio, e le loro storie sono impregnate di una profonda consapevolezza della morte e della distruzione. Di loro ha parlato anche Susan Abulhawa, una delle più importanti voci della letteratura palestinese contemporanea:

Gli scrittori hanno appena vent’anni e, sebbene le loro vite riecheggino di bombe, proiettili e programmi intenzionali di Israele per smantellarle, le loro storie ci insegnano cosa significa avere uno spirito non vinto e una volontà intatta. Questa è la prossima generazione di scrittori e intellettuali palestinesi. Dovremmo tutti coltivare le loro voci, sollevarle, leggere le loro storie e tramandarle.

Susan Abulhawa


Resistenza femminile

La preponderanza di scrittrici  in “Gaza Writes Back” (dodici  su quindici) non è un caso. È una potente dimostrazione del ruolo fondamentale che le donne ricoprono nella resistenza palestinese, sfidando la visione stereotipata che le relega a mere madri o sorelle o figlie di combattenti. Le loro storie raccontano di una resistenza multiforme, fatta di gesti quotidiani di coraggio, di tenacia e di speranza. Le donne di Gaza combattono contro l’oppressione israeliana, ma anche contro il patriarcato e le restrizioni sociali. Lottano per la loro libertà, per l’uguaglianza e per un futuro migliore per la loro terra. Sono loro stesse le guerriere in prima linea: prendono in mano la penna e la usano come arma di resistenza, raccontando la loro storia e dando voce a chi non la ha.


Non solo Gaza

Le ventitré storie  si snodano tra i vicoli di Gaza, tra le macerie di edifici distrutti e i checkpoint militari. Ma Gaza non è solo un luogo geografico. È un simbolo di resistenza, di oppressione e di speranza che diventa universale. Le ambientazioni descritte assumono una risonanza universale, rappresentando qualsiasi territorio palestinese o, più in generale, qualsiasi luogo oppresso del mondo.


Terra, vita, memoria

Al centro delle narrazioni emerge come tema il  profondo legame con la terra, con il suolo e con gli alberi. Le radici assumono un valore simbolico, rappresentando l’attaccamento alla propria identità e al proprio patrimonio.

Se mai fosse inventato un bulldozer palestinese (ahah, lo so!) e mi fosse data la possibilità di essere in un frutteto, mettiamo ad Haifa, non sradicherei mai un albero piantato da un israeliano. Nessun palestinese lo farebbe. Per i palestinesi, l’albero è sacro, come la Terra che lo ospita.

Sarah Ali, La storia della Terra

Anche la morte è una presenza tematica costante, ma non priva di fede. Il desiderio di sopravvivenza e la forza di volontà emergono con prepotenza, alimentati dalla memoria del passato e dalla tenacia di una generazione che guarda al futuro con coraggio. Il libro stesso è testimonianza di questo sentimento: scrivere come atto di resistenza, scrivere per testimoniare la propria storia e per alimentare la speranza di un futuro migliore. Scrivere, con la speranza che qualcuno, prima o poi, da qualche parte, legga.


Voci per il futuro

“Gaza Writes Back” è un libro potente e commovente che ci invita a riflettere sulla complessità del conflitto, ma anche a  lottare, a portare avanti un messaggio. Le voci di questi giovani autrici e autori ci offrono una prospettiva unica e preziosa, un invito a non dimenticare la loro sofferenza e ad alimentare la speranza per un futuro di pace e giustizia.

P come passione, A come aspirazione, L come life, E come esistenza, S come saggezza, T come trust, I come you, N come nazione, E come esaltazione. 

Hanan Habashi, V come Vita (L for Life)

Palestina (libera)!


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