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Il cielo sopra Gaza non ha colori di Pedriali Errani Morena

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Il cielo sopra Gaza non ha colori: storytelling dell’ignoto

Quando ho iniziato a leggere Il cielo sopra Gaza non ha colori di Morena Pedriali Errani, edito da Giulio Perrone Editore nel marzo 2025, mi aspettavo un romanzo duro. Del resto, raccontare Gaza significa inevitabilmente confrontarsi con temi come il genocidio, la perdita e un dolore che sembra impossibile da contenere dentro una storia.

L’autrice, però, riesce a trasformare quel pugno nello stomaco che temevo in una carezza. La storia resta terribile, ma la penna di Morena Pedriali Errani è una piuma d’oca: la sua prosa, vivida e dolce, accompagna il lettore dentro una realtà spaventosa senza mai rinunciare all’umanità dei suoi personaggi.

Due gemelle divise dalla guerra

Le protagoniste sono due gemelle palestinesi, Layla e Nur. Sono identiche, ma Nur è cieca dalla nascita. Quando la guerra travolge la loro quotidianità, dopo il 7 ottobre 2023, Layla è costretta a portare via sua sorella per trovare riparo.

A Nur, ignara di cosa accade intorno a loro, racconta una Gaza festosa: le bombe sono fuochi d’artificio, le persone attorno a loro ridono invece di disperarsi. Layla si fa carico del dolore per entrambe, con un solo obiettivo: portare Nur al sicuro.

Quando però viene separata dalla sorella, il fragile castello di carte che ha costruito per proteggerla crolla. Layla si rende conto che la realtà è troppo feroce per poter essere tenuta a bada con le parole.

Limmaginazione come forma di resistenza

Questa scelta narrativa mi ha colpito molto. Non solo perché rende la storia ancora più straziante, ma perché mostra quanto l’immaginazione possa diventare una forma di resistenza.

L’autrice costruisce attorno ai suoi personaggi una vera e propria corazza di umanità, fatta di coraggio e di speranza. Pedriali Errani riesce a raccontare il male che li circonda senza intaccare ciò che di buono rimane dentro di loro: il senso di appartenenza, la solidarietà, la protezione reciproca che emerge quando il mondo va in fiamme.

Il tema della famiglia

Il cuore del romanzo, però, non è la guerra. È la famiglia.

Le persone che Layla incontra mentre cerca disperatamente sua sorella la accolgono, si stringono attorno a lei, diventano comunità. La aiutano a sopravvivere e a continuare la sua ricerca, proprio come farebbe una famiglia nel momento del bisogno.

Il dolore non cancella la generosità dei personaggi che popolano questa storia. Mimi, Hayat e Ibrahim incarnano perfettamente il popolo palestinese: tenaci, coraggiosi, a tratti sconfitti, ma mai disumani.

Ciò che resta nella distruzione

Morena Pedriali Errani fa qualcosa di semplice e potentissimo: restituisce ai palestinesi una storia, dei volti, dei nomi. Ci ricorda che dietro parole come “genocidio”, “conflitto” o “crisi umanitaria” ci sono persone che amano, che proteggono i propri cari, che cercano di resistere come possono.

Ed è forse questa la domanda che il romanzo lascia sospesa anche dopo l’ultima pagina: quando l’attenzione del mondo si sposterà altrove, chi si ricorderà dei palestinesi?

Il cielo sopra Gaza non ha colori è disponibile negli store online e sul sito di Giulio Perrone Editore

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